Gestione Meta Ads: campagne Facebook e Instagram che portano clienti
Il canone indicato è il punto di partenza: cosa copre e perché il budget pubblicitario si paga a parte lo spiego nelle domande frequenti qui sotto. Se vuoi un numero sul tuo caso, raccontami la tua attività e ti mando una proposta.
Gestisco le campagne Facebook Ads e Instagram Ads, che oggi si chiamano Meta Ads e si gestiscono dallo stesso pannello.Non hai voglia di leggere?
Ti spiego cosa faccio e perché potrei esserti utile con un video da 2 minuti 🙂
«Metti in evidenza» non è una strategia
Facebook Ads e Instagram Ads: stessa piattaforma, due pubblici diversi
«Facebook Ads» e «Meta Ads» sono la stessa cosa: è cambiato il nome della piattaforma, gli annunci si fanno allo stesso modo. Da un unico pannello si gestiscono gli annunci su Facebook, su Instagram, in Messenger e nella rete di siti partner.
Cambia però chi trovi dove. Su Facebook il pubblico è mediamente più adulto e i formati che reggono meglio sono quelli che spiegano: caroselli, video con testo, moduli di contatto compilati dentro la piattaforma. Su Instagram contano di più le immagini e il ritmo corto di reels e stories.
Di solito faccio girare la campagna su entrambi: dopo due o tre settimane i dati mostrano dove il tuo pubblico risponde, e sposto lì il budget.
Cosa ottieni
Cosa faccio per te
/ Strategia e funnel
/ Creatività
/ Copy degli annunci
/ Pubblici e targeting
/ Campagne Advantage+
/ Remarketing
/ Lead generation
/ Pixel e tracciamenti
/ Report mensile
Come lavoro
Audit
Setup
Test e ottimizzazione
Report e pianificazione mensile
Google Ads vs Meta Ads
Quanto costa
-
Gestione campagne Meta Ads da 350 €/mese
oltre al budget pubblicitario pagato direttamente a Meta
Annunci reali che ho realizzato
Venyce.it — Meta Ads
Valdellövo — Meta Ads
Progettazione Interni — Meta Ads
CromoMed — penna per cromopuntura — Meta Ads
Armaringross — accessori per negozi — Meta Ads
Acquos — distribuzione bevande a domicilio — Meta Ads
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Domande frequenti
Il servizio parte da 350 €/mese, senza IVA (regime forfettario), più il budget pubblicitario che versi direttamente a Meta: sono due voci separate e il budget non passa mai da me.
Per un’azienda un budget di partenza realistico è di almeno 300-500 €/mese di spesa pubblicitaria. Con meno, l’algoritmo di Meta vede troppo poche conversioni per capire a chi mostrare gli annunci, e ogni correzione si fa su numeri che non dicono niente.
Il canone copre strategia, creazione delle campagne, pubblici, monitoraggio, ottimizzazione continua e report mensile. La produzione di contenuti nuovi, come video montati o servizi fotografici, si quota a parte.
Le prime indicazioni arrivano in 2-4 settimane di test: quali pubblici rispondono, quali creatività reggono, quanto costa un contatto. I risultati stabili si valutano su 2-3 mesi di ottimizzazione.
In quelle settimane il sistema di Meta sta ancora imparando a chi mostrare gli annunci: i costi sono in genere più alti e i risultati poco stabili, ma i dati raccolti servono a tutti i mesi successivi. Per questo le vendite della prima settimana non le uso per giudicare una campagna.
Sì, e in alcuni casi conviene. Con i moduli di contatto istantanei (lead form) l’utente lascia i dati senza uscire da Facebook o Instagram: funziona bene per servizi locali e per chi deve solo raccogliere richieste.
I limiti però esistono: senza sito hai meno spazio per convincere, i contatti sono spesso più freddi perché lasciarli costa due tocchi, e non puoi costruire un pubblico di chi ha visitato le tue pagine.
Se vendi online o hai un’offerta che va spiegata, una landing page dedicata rende quasi sempre di più della sola inserzione.
Rispondono a due momenti diversi. Con Google Ads compari quando qualcuno cerca già quello che fai. Con Meta Ads mostri la tua offerta a persone che non ti conoscono ancora ma somigliano ai tuoi clienti: la domanda, lì, la crei tu.
Regola pratica: se il tuo servizio si cerca su Google, ad esempio «idraulico Mestre» o «infissi Padova», parti da Google Ads. Se il tuo prodotto va fatto scoprire, o se vendi qualcosa di visivo, Meta rende di più.
Sui budget più strutturati i due canali lavorano insieme: Meta fa conoscere, Google raccoglie chi poi cerca il tuo nome. Nell’analisi iniziale ti dico da quale conviene partire nel tuo caso, anche quando la risposta è Google.
Sono le campagne in cui è l’intelligenza artificiale di Meta a decidere pubblico, posizionamenti e abbinamento fra creatività e persona, invece di seguire regole impostate a mano.
Funzionano bene quando c’è abbastanza volume di dati e un pixel configurato correttamente: in quel caso battono spesso la selezione manuale. Funzionano male su budget piccoli o con tracciamento incompleto, dove diventano una scatola nera che spende senza imparare.
Con Advantage+ il lavoro si sposta sulla qualità delle creatività e sulla correttezza dei dati di conversione, ed è lì che mi concentro quando le uso.
Aiutano molto. L’ideale è avere foto dei prodotti o del lavoro, il logo e qualche video anche girato col telefono: su Meta la creatività pesa più del targeting.
Se non hai nulla si parte lo stesso: preparo grafiche a partire dai materiali che ci sono e, dove serve, uso immagini create con l’AI o prese da portali stock. Se invece i contenuti sono tutti da produrre (servizio fotografico, video montati), è una voce a preventivo, perché è un lavoro diverso dalla gestione.
Prima di partire verifico che il pixel e le conversioni siano configurati davvero: senza quelli si ottimizza sul nulla, ed è l’errore che trovo più spesso negli account che eredito.
Poi si lavora su tre leve, con controlli settimanali: spegnere ciò che spende senza rendere, spostare budget su pubblici e creatività che funzionano, e sostituire gli annunci quando iniziano a stancare, cosa che su Meta succede in fretta.
Ogni mese ricevi un report chiaro: quanto è stato speso, quanti contatti o vendite sono arrivati, quanto è costato ognuno e cosa cambio il mese dopo, spiegato a parole.
Funziona bene se hai un’attività locale che vuole richieste dalla sua zona, un ecommerce che deve vendere di più, o un servizio da spiegare a un pubblico che ancora non ti conosce.
Non è adatto se cerchi risultati garantiti in due settimane, se il budget pubblicitario è sotto le soglie minime, o se vendi qualcosa che le persone cercano solo nel momento del bisogno: in quel caso conviene Google Ads, che gestisco anch’io.
Sì. Se hai già chi gestisce le campagne, o le segui internamente, posso fare una revisione dell’account: struttura, pubblici, creatività, tracciamento, e dove si sta bruciando budget.
Ne esce un documento con le cose da correggere in ordine di impatto, e una sessione per spiegartele. È utile soprattutto a chi spende già ogni mese e ha il sospetto che una parte se ne vada senza tornare indietro.
Nessuna: è la stessa piattaforma con il nome nuovo. Nel 2022 Facebook Ads Manager è diventato Meta Ads Manager, e da lì si gestiscono insieme gli annunci su Facebook e su Instagram. Se cerchi «gestione campagne Facebook» e «gestione Meta Ads» stai cercando lo stesso servizio.
Da 350 €/mese senza IVA (regime forfettario). A parte c’è il budget pubblicitario, che versi tu direttamente a Meta.
Un budget di partenza realistico è di almeno 300-500 €/mese di spesa pubblicitaria. Con cifre più basse le campagne partono lo stesso, ma i dati arrivano troppo lenti per correggerle bene.
Dipende da quanto è grande il progetto. Un’agenzia ha più mani e serve quando ci sono decine di campagne, cataloghi e team interni da coordinare.
Con me parli direttamente con chi lavora sull’account, senza un account manager in mezzo: le domande le fai a chi conosce le tue campagne. Se il progetto è troppo grande per una persona sola, lo vediamo già nella prima analisi.
Digital marketing specialist e consulente AI dal 2011. Un solo referente per siti web, Ads, social e automazioni AI. Scopri chi sono →
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