Gestione profilo Instagram: da vetrina spenta a canale che vende
Non hai voglia di leggere?
Ti spiego cosa faccio e perché potrei esserti utile con un video da 2 minuti 🙂
Essere su Instagram non basta: bisogna esserci nel modo giusto
Cosa ottieni
Cosa faccio per te
/ Ottimizzazione del profilo
/ Strategia dei contenuti
/ Post e caroselli
/ Reels
/ Stories
/ Sponsorizzate
/ Report mensile
Non compro follower. Mai
Come lavoro
Audit del profilo
Strategia e calendario
Produzione e pubblicazione
Analisi mensile
Quanto costa
-
Gestione profilo Instagram da 390 €/mese
in base a frequenza di pubblicazione e contenuti inclusi (i reels montati richiedono più lavoro delle grafiche)
Profili che gestisco o ho gestito
Valdellövo — profilo Instagram
Progetto Animico — profilo Instagram
Progettazione Interni — profilo Instagram
Brenta Sport Club — profilo Instagram
Armaringross — accessori per negozi — profilo Instagram
Acquos — distribuzione bevande a domicilio — profilo Instagram
Clicca su un lavoro per vederlo nel dettaglio — oppure guarda tutti i progetti nel portfolio →
Domande frequenti
Da 390 €/mese, senza IVA (regime forfettario). Il prezzo dipende da frequenza di pubblicazione e formati: un piano con reels montati costa più di uno con sole grafiche, perché il lavoro è diverso.
Le sponsorizzate hanno budget a parte, versato direttamente a Meta. Nel canone ci sono strategia, piano editoriale, produzione e pubblicazione dei contenuti e report mensile; restano fuori servizi fotografici e riprese sul posto.
Nessun vincolo annuale: si lavora finché il servizio porta valore.
Ottimizzazione del profilo (bio, link, categorie, in evidenza), strategia e piano editoriale approvato da te prima della pubblicazione, creazione e pubblicazione di post, caroselli, reels e stories, gestione delle sponsorizzate e report mensile.
Restano a te le risposte a commenti e messaggi diretti: chi scrive chiede prezzi, disponibilità e tempi, cose che sai tu e che devono arrivare in fretta e giuste. Ti preparo però le risposte pronte per le domande più frequenti.
I primi segnali — interazioni, copertura, salvataggi — arrivano in poche settimane. Una crescita solida di follower e richieste si valuta su 2-3 mesi di costanza.
Chi promette crescite esplosive immediate sta usando scorciatoie che danneggiano il profilo. Instagram premia la continuità: una frequenza sostenibile per mesi vale più di un mese di pubblicazioni fitte seguito dal silenzio.
Perché sono account finti o disinteressati: fanno crollare il tasso di interazione, e l’algoritmo usa proprio quello per decidere a quante persone mostrare i tuoi contenuti. Il risultato è che ne raggiungi meno di prima.
E si vede: un profilo con ventimila follower e dodici like a post comunica esattamente il contrario della credibilità che cercavi. È un danno, non una scorciatoia.
Oggi sì: sono il formato con la maggiore copertura organica su Instagram e il modo più efficace per farsi scoprire da chi non ti segue ancora.
Non servono produzioni cinematografiche. Servono idee giuste, i primi due secondi che trattengono e costanza: sulle attività locali i video che funzionano meglio sono quasi sempre i più semplici — il lavoro mentre lo fai, il prodotto da vicino, una domanda ricorrente con la sua risposta.
Il materiale tuo è quello che rende di più: foto del prodotto, del locale, delle persone che lavorano. Su Instagram l’autenticità batte la perfezione, e si nota subito la differenza fra una foto vera e un’immagine da archivio.
Per il resto provvedo io: grafiche, caroselli, adattamenti ai formati e, dove serve, contenuti creati ad hoc — dichiarando sempre quando un’immagine non è una foto reale. Il servizio fotografico e le riprese sul posto sono una voce a parte.
Sì, ed è la scelta più comune: i due canali condividono strumenti e pubblici, e gestirli insieme costa meno di due servizi separati.
Con un’avvertenza: non significa pubblicare la stessa identica cosa su entrambi. I formati e il modo di leggere sono diversi — la base dei contenuti è comune, l’adattamento no. Se ti interessa il solo Facebook c’è la pagina dedicata.
Non con i «mi piace». Guardo copertura (quante persone diverse vedono i contenuti), interazioni di sostanza — salvataggi, condivisioni, commenti — visite al profilo, clic al link e messaggi ricevuti. Sulle sponsorizzate, il costo per contatto.
Ogni mese ricevi un report che dice cosa è uscito, cosa ha funzionato e cosa cambio. Se un formato non rende, si smette di farlo.
Non è adatto se non hai nessun materiale visivo e non vuoi produrne: Instagram è un canale visivo, e senza immagini del tuo lavoro non si va lontano.
Non lo è nemmeno se ti aspetti vendite dirette dalla sola pubblicazione organica, o se il tuo pubblico è quasi solo B2B: in quel caso LinkedIn o le campagne rendono molto di più, e te lo dico prima di prenderti come cliente.
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