Consulente AI per aziende e professionisti
L'AI fa risparmiare tempo. Ma solo se sai da dove iniziare
Cosa ottieni dalla consulenza
Esempi concreti di AI in azienda
/ Automazioni di marketing e vendita
/ Chatbot e assistenti AI
/ Contenuti più veloci
/ Analisi e report automatici
/ Integrazione tra strumenti
/ Formazione del team
L'ho fatto prima su di me
Case history di consulenza AI
Risposte e preventivi assistiti — cliente riservato
Assistente sui documenti aziendali — cliente riservato
Gestione automatica dei contatti con CRM e report — cliente riservato
Contenuti automatici a partire dalle foto — cliente riservato
Consulenza sull’uso dell’AI — cliente riservato
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Come funziona la consulenza
Analisi dei processi
Piano AI
Implementazione
Formazione e assistenza
Quanto costa
-
Consulenza AI da 120 €/ora
richieste base: inquadramento, formazione, primi flussi
-
Richieste avanzate su preventivo
automazioni complesse, integrazioni su misura, progetti continuativi
È per te se…
— e vuoi recuperare tempo dalle attività ripetitive.
— non in generale.
— che analizza, implementa e ti forma.
Domande frequenti
Analizza i processi di un’azienda, individua dove l’intelligenza artificiale fa davvero risparmiare tempo o migliorare i risultati, sceglie gli strumenti adatti e segue implementazione e formazione del personale.
La parte più utile è quasi sempre la prima: capire cosa NON automatizzare. Molte attività ripetitive si risolvono con un foglio fatto bene o con un collegamento fra due strumenti che hai già, senza tirare in ballo l’AI.
Quello che un consulente serio non fa è vendere l’entusiasmo: se l’intelligenza artificiale sul tuo processo non porta un vantaggio misurabile, deve dirtelo.
La consulenza parte da 120 € l’ora, senza IVA (regime forfettario): l’importo indicato è quello finale. È la tariffa per inquadramento, scelta degli strumenti, formazione e affiancamento.
Le automazioni — quando si passa dal capire al costruire — si quotano a 90 € l’ora. Progetti più ampi (analisi dei processi con piano di intervento, assistenza continuativa) hanno un preventivo dedicato.
Restano sempre fuori licenze, API, software e piattaforme esterne: si pagano direttamente al fornitore e vanno stimate prima di partire, perché a volte pesano più della consulenza.
No, ed è quasi il contrario. Le automazioni danno spesso i risultati migliori nelle piccole realtà, dove poche ore risparmiate a settimana si sentono subito sul lavoro di tutti i giorni.
Serve una cosa sola: un processo ripetitivo e riconoscibile — preventivi che si scrivono sempre uguali, richieste da smistare, report da mettere insieme a mano, dati da ricopiare da un sistema all’altro.
Dipende dal caso: modelli generativi (ChatGPT, Claude e simili), piattaforme di automazione come n8n, Make o Zapier, chatbot su misura e integrazioni con WordPress, WooCommerce, CRM e strumenti di email marketing.
La scelta non parte dallo strumento ma dal processo, e tiene conto di due cose pratiche: quanto costa mantenerlo nel tempo e quanto sei autonomo nel modificarlo. Un’automazione che solo io so toccare è un’automazione fragile.
La prima cosa che decidiamo insieme è quali dati possono passare dagli strumenti AI e quali no. Molti processi si automatizzano benissimo senza far uscire nulla di sensibile.
Da lì configuro i flussi in modo conforme al GDPR, preferendo soluzioni europee o installate su server tuoi quando il tipo di dato lo richiede, e documentando cosa viene inviato, a chi e per quanto tempo resta.
Una precisazione onesta: nessuna configurazione elimina del tutto il rischio. Va ridotto e va reso consapevole, non nascosto.
Le prime automazioni semplici sono operative in poche settimane: si sceglie un processo solo, si fa funzionare, si misura il tempo risparmiato.
I progetti più ampi vengono pianificati per fasi, così vedi valore fin dall’inizio invece di aspettare mesi il «sistema completo». È anche il modo più sicuro: ogni fase si prova con dati veri prima di passare alla successiva.
Nei progetti che seguo, no: toglie il lavoro ripetitivo, non le persone. Ricopiare dati, smistare richieste, preparare la prima bozza di un documento sono attività che nessuno rimpiange.
Quello che resta alle persone è la parte che l’AI non fa bene: decidere, trattare, capire il caso strano. In ogni automazione che consegno c’è un punto in cui una persona controlla prima che qualcosa esca verso il cliente.
Succede: cambia un’API, un servizio va giù, arriva un dato in un formato imprevisto. Per questo prima del rilascio ogni flusso ha gestione degli errori, un comportamento di riserva e un registro di quello che è passato.
Alla consegna ricevi la documentazione di come funziona e una formazione per intervenire sulle cose semplici. Per il resto c’è l’assistenza continuativa, che è una scelta e non un vincolo.
Dal processo che ti porta via più tempo e che sai già descrivere. Se sai dire cosa entra, cosa esce e con quali strumenti, quel processo è pronto per essere automatizzato.
Se invece la domanda è «come posso usare l’AI in azienda?», si parte da un’analisi dei processi: mezza giornata a guardare come lavorate davvero vale più di qualsiasi elenco di strumenti.
120 €/ora senza IVA (regime forfettario). La prima chiamata conoscitiva è gratuita e serve a capire se ha senso lavorare insieme: mi racconti come lavori oggi e ti dico dove l’AI può togliere tempo e dove invece è meglio lasciare le cose come stanno.
Per i progetti più lunghi si concorda un pacchetto di ore, così sai in anticipo quanto spendi.
Non installa un software e va via. Guarda come lavori, trova i punti dove si perde tempo in attività ripetitive — preventivi, email, contenuti, gestione dei contatti — e costruisce insieme a te il modo di automatizzarli, con gli strumenti che già usi.
Poi ti insegna a governarli, perché un’automazione che solo il consulente sa toccare è un problema rimandato, non risolto.
Digital marketing specialist e consulente AI dal 2011. Un solo referente per siti web, Ads, social e automazioni AI. Scopri chi sono →
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