Artigiani Veneziani — il restyling di un sito che non si poteva rifare da zero
Cinquant’anni di pelletteria di lusso conto terzi, un sito che non li raccontava. Rifatto senza buttare via niente: stessa identità, struttura nuova, due lingue, e un blog che l’azienda aggiorna da sola.
Artigiani Veneziani, Fossò (Venezia). Da oltre cinquant’anni sviluppa collezioni complete di pelletteria e accessori di lusso conto terzi: lavora per i marchi, che poi vendono con il loro nome. Per questo anche il sito ha un compito preciso: convincere il direttore acquisti di un marchio.

Il punto di partenza
Un sito già esistente, con un’identità visiva sua, ma fermo: pagine statiche, poco movimento, nessuno spazio dove raccontare il lavoro. Per un’azienda che vive di artigianalità e sostenibilità, il sito diceva molto meno di quanto l’azienda facesse.
Poi c’era un problema pratico: nessuno in azienda sapeva più dove fossero le chiavi. Credenziali dell’hosting, accesso FTP, database: tutto andava recuperato passando dal fornitore che aveva costruito il sito anni prima. Succede spesso, e va sistemato prima di scrivere una riga di codice.
Come ci siamo arrivati
1 · Prima le chiavi, poi il codice
Appena creata una seconda istanza di WordPress per lavorare in sicurezza, il sito principale è andato in errore, e ci è rimasto anche dopo il ripristino del backup. Il server non reggeva, e la migrazione del database via plugin falliva.
Così ho smesso di lavorare sul server del cliente e ho portato tutto su un ambiente di staging controllato. Da quel momento non ho più toccato il sito in produzione fino a quando il nuovo non è stato pronto. Il cliente non ha avuto un minuto di disservizio, e il lavoro non dipendeva più da un hosting che non ce la faceva.
2 · Un video al posto di un documento di specifiche
A metà lavorazione, invece di un PDF, ho mandato un video di quindici minuti che mostrava le modifiche una scelta alla volta, con l’invito ad aprire in parallelo il sito vecchio e quello nuovo, pagina per pagina.
Quando il cliente vede le differenze, le commenta. Con un documento di specifiche spesso approva per cortesia, e le correzioni arrivano a lavoro finito.
3 · Ricostruire senza tradire
La richiesta era esplicita: restare coerenti con lo stile che c’era, cioè colori, spazi e font. Ho tenuto lo stesso marchio e ho cambiato il modo di raccontarlo. Un’azienda che lavora per le case di moda viene giudicata anche da questo: l’ordine visivo è la prima cosa che il cliente guarda.
4 · Il blog che prima non c’era
Ho progettato da zero una sezione dove l’azienda racconta lavorazioni, materiali, certificazioni e sostenibilità. In un settore dove i clienti sono pochi e ci pensano a lungo, il blog dà a chi sta valutando l’azienda qualcosa di concreto da leggere prima di fidarsi.


5 · Due lingue
Italiano e inglese, con gli articoli caricati in tutte e due le lingue. L’azienda lavora conto terzi per marchi internazionali, e l’inglese serve perché il sito lo possa leggere chi prende le decisioni.

6 · Consegnare anche l’autonomia
Alla pubblicazione, insieme alle credenziali, ho consegnato un video tutorial per creare nuovi articoli e duplicare quelli esistenti. Se per ogni articolo serve il fornitore, di solito dopo tre mesi il blog smette di essere aggiornato; con il tutorial l’azienda lo porta avanti da sola.
Cosa è stato realizzato
- Restyling completo del sito su WordPress ed Elementor
- Struttura a otto pagine: Home, Chi Siamo, Servizi, Sostenibilità, Sedi, Atelier, Blog, Contatti
- Sezione blog progettata da zero
- Versione inglese completa del sito
- Lavorazione su ambiente di staging separato, con il sito in produzione intatto fino alla pubblicazione
- Recupero e riordino degli accessi: hosting, FTP, database, account Google
- Consegna con credenziali e video tutorial per la gestione autonoma
Tecnologie
WordPress · Elementor Pro · versione bilingue italiano e inglese · staging su server dedicato
Hai un sito da rifare senza perdere l’identità?
Un restyling ben fatto tiene l’identità e cambia la struttura. Da dove si parte:
