Ciao, sono Davide Armari. Quando un sito WordPress è lento, la prima cosa che quasi tutti fanno è installare un plugin di ottimizzazione. A volte funziona. Spesso peggiora le cose, perché si somma a un altro che fa lo stesso lavoro.
Qui trovi cosa misurare prima di toccare qualsiasi cosa, le tre cause che pesano davvero e quelle che nessun plugin può sistemare.
Prima di toccare qualsiasi cosa: misura
Senza un numero di partenza non saprai se hai migliorato. Bastano due cose.
PageSpeed Insights, guardando la scheda mobile — è da lì che arriva la gente. E il tuo telefono con i dati mobili, non col wi-fi di casa, che nasconde tutti i problemi.
Un consiglio: non inseguire il punteggio 100. Per ottenerlo si finisce a rompere cose. C’è una soglia oltre la quale si spendono ore per guadagnare decimi, e conviene fermarsi lì.
Le tre cause vere, in ordine di peso
1. Le immagini. È la causa numero uno quasi sempre. Il caso tipico: la foto arriva dal telefono a 4.000 pixel e viene caricata così per essere mostrata a 800. Ridimensiona prima di caricare, comprimi, usa i formati moderni, e metti in differita quelle sotto la piega. Un’eccezione che conta: l’immagine grande in cima non va differita, è la prima cosa che si deve vedere.
2. I plugin. Non il numero in sé: il fatto che ognuno carica i propri file su tutte le pagine, anche dove non serve. Fai l’inventario, togli i doppioni — due che fanno cache, due che fanno SEO — disattiva prima di cancellare e controlla il sito dopo una settimana.
3. La cache. Senza, ogni visitatore fa ricostruire la pagina da zero. Uno solo, mai due insieme. E le funzioni che uniscono o rinviano CSS e JavaScript vanno accese una alla volta, controllando dopo ognuna: sono quelle che rompono le cose, e se ne accendi cinque insieme non saprai quale è stata.
Quando il problema non è in nessuna di quelle voci
C’è un quarto caso che i plugin non vedono, ed è quello che nella mia esperienza fa i danni più grossi: la pagina costruita male.
Succede sulle pagine che elencano molte cose — cataloghi, archivi, portfolio — quando il modello stampa dentro il codice contenuti che nessuno sta guardando: schede di dettaglio, finestre che si aprono al clic, immagini di elementi nascosti. Il peso cresce senza che si veda nulla di strano, finché sotto sforzo quella pagina non riesce più a costruirsi e va in errore.
L’ho avuto sul mio portfolio: più della metà del peso della pagina serviva a mostrare finestre che nessuno apriva. Facendole caricare solo al clic il peso si è più che dimezzato, senza installare niente. Il problema più grosso non era in nessuna delle voci che i plugin ottimizzano.
Quello che nessun plugin può risolvere
L’hosting. Se il server è lento a rispondere, nessuna ottimizzazione recupera quel tempo. Come capirlo: guarda il tempo di risposta del server nei test. Se resta alto anche con la cache attiva, il collo di bottiglia è il piano hosting.
La cache appena svuotata. Ogni volta che pubblichi o modifichi qualcosa, la cache si azzera e la prima persona che arriva paga il tempo di ricostruzione. Se quella pagina è pesante, quella persona se ne va.
La quantità di roba nella pagina. Nessuno strumento può decidere al posto tuo che una sezione non serve.
Cosa peggiora la velocità nel tempo, senza che nessuno tocchi niente
La velocità non è uno stato: è una cosa che si degrada da sola. Sono quattro le abitudini che la fanno tornare indietro dopo ogni intervento.
Le foto caricate come escono dalla macchina. È la ricaduta più frequente in assoluto: si sistema tutto, poi si pubblicano venti immagini nuove a piena risoluzione e si torna al punto di partenza. La regola da dare a chi aggiorna il sito è una sola — ridimensionare prima di caricare.
I plugin aggiunti «per provare» e mai rimossi. Restano attivi, continuano a caricare i propri file su tutte le pagine e nessuno si ricorda perché erano stati installati.
Le sezioni aggiunte alle pagine importanti. Un banner, un carosello di recensioni, una mappa, un video incorporato. Ognuno sembra innocuo, e la home diventa il doppio del peso in sei mesi.
Gli strumenti di misurazione accumulati. Ogni codice di tracciamento aggiunto è un file in più da caricare. Vale la pena controllare ogni tanto quali sono ancora in uso davvero.
Cosa fare adesso
Fai una prova che costa due minuti e dice più di qualsiasi punteggio: apri il tuo sito da telefono con i dati mobili, su una pagina interna che non hai visitato di recente, e conta i secondi prima di vedere il contenuto.
Se sono più di quattro o cinque, la prima cosa da guardare non è quale plugin installare: è quanto pesa quella pagina e cosa c’è dentro che nessuno sta guardando.
La velocità fa parte della manutenzione, non è un intervento da fare una volta sola: torna a peggiorare a ogni caricamento di foto pesanti. Se vuoi che ci guardi io, scrivimi.


